top of page

Il BLOG di
Italiani Oltreconfine

Il MAIE davanti a un bivio: coerenza o cambio di strategia? Tutto quello che può cambiare con la nuova legge sulla cittadinanza

  • Foto del escritor: FLAVIO BELLINATO
    FLAVIO BELLINATO
  • 28 may
  • 3 Min. de lectura

Quali ripercussioni avrà, nell’ambito dei partiti e movimenti politici attivi nella circoscrizione estero, la nuova legge che limita la trasmissione della cittadinanza iure sanguinis?


Il contesto è rilevante: i cittadini italiani residenti all’estero votano per eleggere 8 deputati e 4 senatori, che possono risultare determinanti per la formazione delle maggioranze parlamentari, come già accaduto nel 2006 (Governo Prodi) e nel 2018 (Governi Conte I e Conte II).


Il cosiddetto “decreto cittadinanza”, inizialmente presentato dal governo a guida Fratelli d’Italia tramite il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ottenuto l’appoggio politico e il voto favorevole di FdI, Lega e Forza Italia. Secondo i promotori, la misura è stata introdotta per prevenire abusi e usi strumentali del riconoscimento della cittadinanza italiana, rafforzando il legame sostanziale tra l’Italia e chi ne fa richiesta.


Hanno votato contro il decreto il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, +Europa, Azione e il MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), criticando le modifiche come discriminatorie e dannose per milioni di italo-discendenti.


Particolarmente rilevante è stata la non partecipazione al voto da parte di Noi Moderati, il partito di Maurizio Lupi, formalmente alleato del MAIE in vista delle elezioni politiche del 2027, con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare il centro del centrodestra”.


Nel contesto della circoscrizione estero, il panorama politico, all’indomani dell’approvazione del decreto, sembra delinearsi come segue: la vera partita si giocherà nella ripartizione Nord e Centro America.


In Sud America, il MAIE continuerà probabilmente a rafforzarsi, avendo coerentemente difeso il principio dello ius sanguinis senza limiti. In Europa e in Africa-Asia-Oceania (dove il MAIE non è mai stato protagonista nel contesto di elezioni politiche), la riforma dovrebbe essere percepita come più distante e meno centrale.


Il nodo è politico: in Nord e Centro America, il MAIE si trova stretto tra due fuochi. L’alleanza con Noi Moderati e l’eventuale corsa in coalizione con il centrodestra contrasta con l’identità storica del movimento. Presentarsi in lista unica con FdI, FI, Lega e Noi Moderati (magari ottenendo anche un candidato in Europa, dove il MAIE non ha mai sfondato) significherebbe di fatto avallare il decreto tanto criticato.


Inoltre, non vi è alcuna garanzia che i voti di preferenza per un candidato in quota MAIE siano sufficienti a conquistare un seggio, soprattutto in uno scenario dominato da un centrodestra compatto e da un PD competitivo. Il rischio concreto è che quei voti finiscano per rafforzare proprio quel governo che ha cancellato, con il nuovo impianto legislativo, uno dei principi fondativi del MAIE.


Va ricordato che, alle ultime politiche, in Nord e Centro America, il MAIE si è presentato da solo, contribuendo con ogni probabilità alla sconfitta del centrodestra al Senato, dove fu eletta Francesca La Marca.


Tuttavia, nonostante una base elettorale stimata intorno al 10%, oggi il MAIE rischia nuovamente di restare escluso dai giochi se non rivede la propria strategia e non stringe un’alleanza più credibile dal punto di vista elettorale. Il pericolo è quello di perdere ancora una volta l’opportunità di eleggere un rappresentante che si affianchi al gruppo parlamentare sudamericano.


Una lista autonoma con il proprio simbolo rischia di non avere i numeri necessari per ottenere un seggio. Troppa la distanza con le due forze maggioritarie (PD e centrodestra). L’unica speranza, in questo caso, sarebbe una rottura in seno al centrodestra con la presentazione di liste separate tra loro.


Un’alleanza in coalizione con il centrodestra, sebbene la politica sia l’arte del possibile, potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol: l’elettore più attento potrebbe legittimamente interrogarsi sulla coerenza di una simile scelta. Il potere contrattuale in seno all’approvazione del decreto cittadinanza è stato praticamente nullo (su stessa ammissione di dirigenti del MAIE, la misura targata Tajani è stato un fulmine a ciel sereno; dopodichè, non c'è stato verso di far approvare emendamenti che cambiassero l'essenza della nuova norma).


Un’alleanza con il PD appare al momento improbabile, visti i recenti attacchi che si sono susseguiti negli ultimi giorni tra la dirigenza del MAIE e la senatrice Francesca La Marca, sebbene nel CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) si siano registrate alcune convergenze.


Resta quindi aperta la porta a un possibile riavvicinamento al Movimento 5 Stelle: mai fortissimo nella ripartizione Nord e Centro America, ma attualmente in crescita nei sondaggi in Italia. Va ricordato che, durante i governi Conte, Ricardo Merlo fu Sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, e fu grande sostenitore della creazione di un potenziale Governo Conte III (poi trasformatosi in Governo Draghi).


Il quadro è ancora in evoluzione, ma una cosa è certa: la legge sulla cittadinanza ridisegnerà gli equilibri politici della circoscrizione estero, e il Nord e Centro America sarà senza dubbio lo scenario più interessante per gli osservatori e gli appassionati di strategia politica.


FLAVIO BELLINATO

Italiani Oltreconfine



 
 
 

Comentarios


Registrati per richiedere GRATUITAMENTE il manuale ed iscriverti alla nostra Newsletter:
 Registrandoti, confermi di aver letto e accettato la privacy policy, termini e condizioni e cookie policy
 

Registrazione confermata!

bottom of page